
L'allestimento
delle cinque sale del museo (curato dal prof. Sebastiano Tusa,
dalla dott. Paola Caltabiano, Bruno Ampola e Marcello Rocca,
è stato organizzato tenendo conto della diversa natura
dei materiali, dividendo gli stessi per cronologia e tipologia
. Per cio' che concerne l'organizzazione delle sale, si è
seguito un criterio cronologico. Nella sala Fabio Faccenna
si trovano i reperti relativi al relitto arabo-normanno, anfore
da trasporto e oggetti utilizzati per la vita a bordo.All'interno
della sala eta' classica sono custoditi in massima parte frammenti
di anfore (la cui cronologia varia dal III sec. a.C. al VI
sec. d.C.) oltre ad alcuni frammenti di ceramica a vernice
nera (uno skyphos e tre coppette).
All'interno della sala dei lavori in corso è presentata
la ricostruzione di un cantiere di scavo subacqueo: in un
cassone ligneo riempito di sabbia trovano posto anfore integre,
frammenti vari ed un ancora in ferro, disposti secondo le
posizioni originarie durante lo scavo. Nell'atrio esterno
infine, si trovano reperti di notevoli dimensioni: un'ancora
in ferro ed una piccola macina in pietra, pertinenti al relitto
medievale, una palla di cannone, riferibile al XVI sec. e
cinque ceppi in piombo di età romana, di cui uno con
conchiglie ed astragali ed un altro utilizzato per la ricostruzione
di un'ancora antica, allo scopo di esemplificare visivamente
al pubblico la struttura e l'utilizzazione di tali oggetti.

Ogni
singolo reperto è affiancato da una didascalia
che in riferimento al numero di inventario indica provenienza,
descrizione e cronologia (laddove è stato possibile
stabilirla). Per il restauro dei materiali sono
stati scelti 36 reperti ed affidati ai restauratori della
Crimisos soc. Coop. a r.l.; sono stati sottoposti a
restauro i pezzi la cui precarietà dello stato
di conservazione richiedeva un intervento urgente, oltre che
reperti selezionati secondo un criterio di varietà
tipologica.
Per l’esposizione dei pezzi si è provveduto alla
realizzazione di sei teche in ferro battuto con vetri antisfondamento
ed illuminazione interna con faretti direzionali.
Per la piu’ chiara lettura delle sale e dei materiali,
sono stati realizzati dieci pannelli illustrativi con testo
e foto, nove in formato A0 (120x85) ed uno in formato 200x150,
composti in computergrafica e stampati da plotter a
colori ad alta risoluzione su carta fotografica semi-opaca.
A questi sono affiancati altri sedici pannelli con foto
dello scavo subacqueo, otto in formato 50x70 ed otto in formato
30x40, stampate da diapositiva con internegativo su carta
professionale. Tutti i pannelli sono stati collocati su base
in MDF da mm 8 e protetti da lastre in plexi da mm 4.
E stato realizzato un impianto di illuminazione che prevede
la possibilità di regolare líintensità
della luce diffusa per mezzo di potenziometri, consentendo
una migliore visione allíinterno delle vetrine; inoltre
in due sale (arancio e verde) sono stati predisposti alcuni
faretti a binario per illuminare la ricostruzione del sito
subacqueo ed alcuni pannelli.

Nella
prima sala, dedicata all’archeologo Fabio Faccenna di
recente scomparso, sono state collocate due teche (150x150
e 150x60), tre pannelli illustrativi in formato A0: La Sicilia
nel racconto di Edrisi (P. Caltabiano - F.Maurici), Le navi
medievali (P. Dell'Amico), Il relitto Arabo-Normanno (F.Faccenna
- P. Caltabiano - B.Ampola), quattro foto 50x70, due foto
30x40 ed un pannello 30x40 con un ricordo di Fabio Faccenna.
La sala dedicata alla preistoria si compone di due teche
(200x60 e 200x60 a leggio) e tre pannelli illustrativi in
formato A0: Neolitizzazione della Sicilia (S.Tusa), Domesticazione
animale e vegetale (S.Tusa), Paleogeografia dello Zingaro
(F. Antonioli).
Nella sala dedicata alle testimonianze d’eta’
classica trovano posto due teche (200x60 e 150x60), due basi
in ferro battuto per anfore, due pannelli illustrativi in
formato A0: Punici e Greci (P. Caltabiano), I Romani in Sicilia
(P. Caltabiano), un pannello in formato 150x200: La battaglia
delle Egadi (B. Ampola) e due foto 30x40.
La ricostruzione dello scavo subacqueo ed il lavoro in cantiere
sono illustrati nella sala lavori in corso, in cui è
stato collocato un cassone in legno di cm 290x150x30h, riempito
con sabbia di mare e sassi all'interno del quale sono posti
i reperti. Alle pareti vi sono tre pannelli in formato A0
con le piante dello scavo, un pannello formato A0 con carta
nautica della zona di S.Vito lo Capo e le isole Egadi, un
pannello formato A0 con foto del lavoro in cantiere, un pannello
formato 120x120 con foto e disegni in scala, quattro foto
50x70 e quattro foto 30x40. In questa sala è prevista
la proiezione continua di un audiovisivo realizzato durante
lo scavo del relitto arabo-normanno che mostra tutte le fasi
del lavoro svolto durante le tre campagne promosse dall’I.A.S.
L’ultima sala, l’atrio scoperto (sala rosa) custodisce
alcuni oggetti utilizzati per la navigazione. Su di una rastrelliera
in ferro battuto sono sistemati quattro ceppi in piombo recuperati
nel 1993, mentre un ceppo di cm 120 recuperato nel 1994 è
stato utilizzato per la ricostruzione di un’ancora romana
a ceppo fisso, realizzata con travi di Iroko di cm 240 per
il fusto e di cm 90 per ciascuna marra.